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domenica 22 giugno 2008

La scuola con le destre


Cosa accadrà alla scuola ora che è cambiato il
governo e con esso il ministro dell’istruzione?
Possiamo cominciare a leggere alcune parti del
programma della coalizione vincente per restare
quantomeno sorpreso, se non sconcertati, fin dal
primo punto.
“Ripresa nella scuola di inglese,impresa, informatica”.
Mettere tra le prime parole “impresa” è
molto significativo: la nuova scuola diventerà
funzionale all’impresa; nella nuova scuola ai
ragazzi verrà insegnato ciò che serve alle
aziende; non si cercherà di sviluppare il pensiero
critico e la capacità di ragionare; non serve
all’impresa che un giovane ragioni e magari
capisca di essere sfruttato.
“Difesa del nostro patrimonio linguistico, delle
nostre tradizioni e della nostra cultura anche per
favorire l’integrazione degli stranieri”. Come si
può pensare di favorire l’integrazioni degli
stranieri chiudendosi nella propria cultura? Per
quanto sia interessante e importante conoscere
la propria storia la scuola dovrebbe fornire i
mezzi per poter comprendere anche le culture
degli stranieri che incontriamo ogni e con i quali
ci dobbiamo relazionare. Come potremmo
incontrarci con indiani, arabi, cinesi se non
conosciamo niente di loro?
Nel programma della coalizione vincente c’è
anche molto di non scritto che non va trascurato:
nessun riferimento all’intercultura, alla formazione
del pensiero critico, alla sperimentazione
di nuove forme di insegnamento, a un
dialogo del ministro con studenti e insegnanti.
Per non parlare della non-competenza nel
settore scolastico del nuovo ministro:
Mariastella Gelmini, 35 anni, avvocato.
Come può un avvocato comprendere bene i
problemi della scuola? Perché non mettere come
ministro un esperto dell’istruzione, che sia in
grado di capire davvero le esigenze del sistema
scolastico?
Ma per prevedere meglio quello che ci toccherà
possiamo andare a leggere una proposta di
legge che il nuovo ministro aveva fatto nella
precedente legislatura. Gli effetti, se questa
dovesse ora entrare in vigore, sarebbero i
seguenti.
1. I direttori potranno scegliere i docenti. E’
prevedibile che ciò permetterà ai dirigenti
scolastici di assumere insegnanti che la pensano
come loro, togliendo agli studenti la possibilità
di avere professori con metodi e idee diverse. Ci
sarà una cultura insegnata in maniera unilateale
(come durante il fascismo).
2. Gli istituti saranno in competizione tra
loro e a seconda della “produttività scolastica”
verranno attribuiti più o meno fondi. Così scuole
con situazioni complesse, che non aiutano
sicuramente la produttività, e per tanto più
bisognose, avranno meno fondi per risolvere i
loro i problemi e si creerà un divario ancora
maggiore tra chi sa e chi non sa. E, comunque, è
assurda la valutazione degli istituti scolastici a
seconda della loro produttività: noi studenti non
siamo macchine in cui inserire dati.
3. Le scuole si trasformeranno in
fondazioni, ne abbiamo parlato su un numero
(per saperne di più andate sul nostro sito
www.redazionepuntoacapo.blogspot.com
); sintetizzando questo porterà le aziende ad
avere un maggior controllo sulle scuole.
4. Reintroduzione piena degli esami di
riparazione, ripristinando una scuola che
seleziona, che aumenta il divario sociale, che
non aiuta tutti.
5. Assunzione di nuovi insegnanti con
contratti a termine di due anni. Così anche i
docenti saranno dei precari, ricattabili e con un
futuro e una pensione incerta.

martedì 13 maggio 2008

Protagonismo giovanile


L’amministrazione comunale di Bussero ritiene
importante un coinvolgimento dei ragazzi nella
vita della comunità, per questo è stata pensata
un’organizzazione per i giovani dove, con la loro
partecipazione attiva, possono esprimere le loro
opinioni ed ottenere un riconoscimento dalle
Istituzioni.
Questi organismi sono chiamati abitualmente
“consulte“, a Bussero per creare meglio l’idea di
dialogo tra Comune e popolazione giovanile, si è
scelto il nome di “Tavolo del Protagonismo Giovanile".
La realtà giovanile è in continuo fermento, e
pertanto le problematiche che la riguardano sono
complesse e molteplici; le Amministrazioni
Comunali devono ritenere importante e fondamentale
il confronto con le diverse realtà giovanili
del paese, formalizzando un luogo dove i
giovani possano avere parola sui problemi del
comune favorendo formazione e partecipazione
alla vita cittadina.
Lo scopo cui è indirizzato il “Tavolo del
Protagonismo Giovanile“ è promuovere
un dialogo e un continuo confronto
tra le diverse realtà giovanili di Bussero
(associazioni sportive e non, gruppi
informali, oratorio…).
L’obiettivo è la costruzione di un
luogo di confronto e dibattito, dove raccogliere sollecitazioni e proposte
su tutto quello che può interessare la condizione
dei giovani per riportare queste informazioni
e stimoli all’Amministrazione Comunale,
favorendo una ricaduta d’iniziative concrete
nelle varie realtà giovanili del paese.
Il Tavolo del Protagonismo Giovanile è una
buona opportunità per interagire con le
istituzioni e porsi come artefici del proprio
futuro, andando ad affiancare e completare le
azioni delle politiche giovanili dell’Amministrazione,
configurandosi come un laboratorio di partecipazione
diretta alla vita
civile.

domenica 11 maggio 2008

La scuola si trasforma in fondazione


Agevolazioni fiscali ed aree tecniche.

Fondi direttamente nelle casse degli Istituti anche dai privati.

Una Fondazione è un Ente o Struttura ricono­sciuta per legge: tutte le fondazioni sono dotate di un patrimonio costituito da beni, i quali devono avere uno scopo: scientifico, culturale, sociale, medico, scolastico ……

Le Fondazioni hanno regole da seguire e fatte rispettare da persone competenti ( amminis­tratori ) e da un codice civile che disciplina e regola tutto.

Se manca il patrimonio può essere compromes­so lo scopo e perciò si cercheranno degli spon­sor per raggiungere gli scopi prefissati.

Tutti possono dare soldi alle Fondazioni e Con­tribuirvi.

Equiparare le scuole alle fondazioni, consente alle istituzioni scolastiche di godere degli stessi vantaggi fiscali di cui godono le fondazioni, i

privati che offrono contributi possono dedurne l’importo dal loro reddito imponibile.

Gli istituti scolastici verrebbero a gestire i fondi ad essi destinati come aziende private, costitu­endo un Comitato Esecutivo di gestione che col Dirigente scolastico dovrebbe comprendere rappresentanti delle imprese erogatrici di fondi, enti locali, del terzo settore, incaricati di gestire in maniera autonoma sia il Fondo di Istituto ed anche le donazioni ed investimenti privati.

Tutto questo apporterebbe indubbi benefici nella offerta formativa, nella didattica ( sia come personale docente, sia in laboratori più funzionali dove tutti hanno possibilità di speri­mentare…),

significherebbe inoltre miglioramento del patrimonio edilizio, però una riflessione è d’obbligo.

L’Istruzione è un diritto per TUTTI i cittadini sancito dalla Costituzione e lo Stato Italiano deve garantirlo in maniera uguale a tutti i suoi cittadini senza nessuna distinzione.

L’ingresso di “ sponsor “ per finanziare l’istruzione pone qualche interrogativo sul fornire uguali opportunità formative a tutti i cittadini.

Uno sponsor potrebbe favorire una scuola in un dato quartiere o paese, uno specifico indirizzo scolastico a scapito di altri, potrebbero crear­si scuole con più possibilità econo­miche e maggiori stimoli culturali ponendo le basi per disparità socia­li che l’istruzione no deve creare.

sabato 15 marzo 2008

Un punto sui giovani

Perchè intervistarci?
Un obiettivo che ci siamo prefissati è quello di
mettere in evidenza le abitudini, le opportunità e
le esigenze giovanili del nord-est milanese.
Abbiamo sottoposto un questionario semplice ed
essenziale per cercare di raccogliere dei dati e di
fare un punto della situazione.


Balzano subito all’occhio alcune problematiche
che hanno i giovani del nostro territorio.
La grande maggioranza afferma che non esistono
dei veri e propri luoghi di incontro dove poter
dialogare e socializzare, trovandosi costretti ad
avere come punto di ritrovo case di amici o
comunque frequentare posti che offrono le stesse
scarse opportunità.
Crediamo quindi che ci sia bisogno di uno spazio
in cui i giovani abbiano la possibilità di autogestirsi,
confrontarsi e sviluppare le proprie idee.
Uno spazio dove sia possibile costruire delle
valide alternative alle situazioni quotidiane, che
sia la risposta alle nostre esigenze.
Perchè non esistono?
Forse la risposta sta nella mancata collaborazione
tra giovani e comune, emerge infatti dal questionario
che solo 1 su 50 si dice soddisfatto delle
iniziative comunali. Bisogna però tener conto
anche del fatto che i 3/5 di noi non sanno come, a
chi e dove rivolgersi per proporre qualsiasi tipo
di iniziativa.
A questo punto la domanda è: siamo noi giovani a non
avere spazi, o siamo noi giovani a non cercarli?
Ogni collaborazione funziona solo quando da
ambo le parti c’è una reale intenzione, un’attiva
partecipazione e soprattutto entusiasmo nel chiedere
o nel dare.
A noi piace dire che siamo pronti a chiedere.

Esami a settembre


Con la nuova riforma della scuola del ministro
Fioroni la modalità dei “debiti” da recuperare
nelle materie insufficienti è stata sostituita da “il
vecchio esame di riparazione” a Settembre. Il
giudizio di ammissione alla classe successiva
viene in pratica rimandato alla verifica del
superamento delle insufficienze, attraverso un
esame da sostenere prima dell’inizio dell’anno
scolastico.
Tutto ciò comporta una serie di problemi.
Naturalmente, i primi problemi sono di tipo
economico. In un ordinanza il ministro obbliga le
scuole a fare corsi di recupero di almeno 15 ore,
ma stanzia troppi pochi fondi: molte scuole non
riusciranno a farli.
Inoltre, secondo uno studio, questa riforma
dovrebbe far aumentare il numero dei ripetenti,
si ipotizza dal 30% al 120% in più. Abbiamo detto
“dovrebbe” perché non ci sono ne i soldi ne le
strutture sufficienti a sostenere l’aumento dei
bocciati. E’ probabile quindi che molti supereranno
l’esame senza aver superato realmente le
difficoltà. Sarebbe meglio lasciare più tempo agli
studenti, per superare realmente le lacune;
meglio lasciare l’obbligo di recuperare i debiti
prima della maturirà.
Inoltre, Fioroni vorrebbe obbligare tutti gli
studenti a tempi di recupero uguali, senza pensare
che ogni persona ha capacità di apprendimento
diverse. Uno studente straniero, ad esempio,
appena arrivato in Italia, ha sicuramente
bisogno di più tempo rispetto a un altro studente.
Come se non bastasse, tutto un anno scolastico di
uno studente viene giocato su un singolo esame
in un singolo giorno. E se quel giorno lo studente
non fosse in forma, fosse malato e per queste
ragioni non passasse l’esame?
Fioroni ha scodellato una brutta riforma, demagogica
e controproducente, fatta solo per attirare
su questo tema l’interesse delle persone, facendo
loro tralasciare altri aspetti ancor più negativi
della riforma come le fondazioni.